CCCyberlink > Ottobre 2002 a 8201 metri | Anniversario himalayano e ipotesi Kanchenzonga

di Alberto Peruffo

8201 “Di fronte a me Everest, Lhotse e Makalu. In lontananza l’indecifrabile – per altezza ed estensione – Kanchenzonga”.

10 anni fa alle ore 24 del 30 settembre partivo con i miei compagni da circa 7200 metri del campo 2 – il campo 3 a 7600 non fu istallato a causa del continuo brutto tempo – per raggiungere dopo 12 ore gli 8201 metri della vetta del Cho Oyu, la sesta montagna della terra. Senza ossigeno. Senza portatori. Di fronte a me Everest, Lhotse e Makalu. In lontananza l’indecifrabile – per altezza ed estensone – mole del Kanchenzonga. Era il 1° ottobre del 2002.

Qui http://www.iborderline.net/intotherocks/2011/01/i-colori-del-tibet/ il racconto di sintesi scritto per i giornali dell’epoca.

Ieri sera – 2 ottobre 2012 – ho presentato alla Scuola di Alpinismo del CAI della mia città, dopo aver parlato personalmente con il Presidente Nazionale del CAI e aver avuto il suo appoggio (il prossimo anno il Club Alpino Italiano compie 150 anni), il progetto Kanchenzonga 2013.

Difficile e prematuro dire al momento qualcosa di più, se non che organizzare una spedizione nello stile che ha sempre contraddistinto le nostre spedizioni (la Sezione del CAI di Montecchio è l’unica sezione del Club Alpino Italiano ad avere ricevuto 2 volte il Riconoscimento Paolo Consiglio come migliore spedizione nazionale per l’alpinismo esplorativo), affrontare la terza montagna più alta della Terra (8586 metri, 25 metri meno del K2), la più estesa come massiccio (4 cime sopra gli ottomila metri e una quinta appena sotto), nonché la più remota per molti aspetti, da quelli geografici a quelli culturali (le pendici della montagna sono la sede di uno dei mitologici e rarissimi beyul, le “valli nascoste” rivelate dal leggendario Guru Rimpoche nei testi sacri tibetani del XIV-XV secolo), rappresenterà un grande impegno.

Un impegno, che nel bene e nel male influenzerà l’attività della CCC.

Se l’ipotesi Kanchenzonga presentata ieri diventerà progetto in opera, cari amici della CCC, aspettatevi cose inimmaginabili. Concretamente, fuori dal nostro immaginario.

Il Kanchenzonga – 8586 metri – visto da Darjeeling

Ad esempio? La grafia Kanchenzonga è una semplificazione grafica dei fonemi che compongono il difficile termine composto che traduce il nome tibetano i Cinque (nga) Tesori (dzo) della Grande (chen) Neve (kang). Nelle varie lingue europee si è trascritto in vari modi. Quello più usato, poco pronunciabile, è Kangchenjunga. Nel prezioso libro Segreto Tibet di Fosco Maraini, per noi maestro insuperato, ad un certo punto (pag. 53) compare una foto della montagna sacra ai confini tra Sikkim, Nepal e Tibet. La didascalia riporta la citata semplificazione grafica (declinata alla nostra lingua) utilizzata dal grande esploratore e uomo di cultura italiano. La stessa splendida foto – che ritrae in primo piano un fiore e la bianca montagna sullo sfondo – ha stregato molti occhi. Tra questi quelli del giovanissimo Claudio Magris che la spiava clandestinamente nella storica libreria Minerva di Trieste. Ora, Magris, donata dallo stesso Maraini, possiede a casa sua la gigantografia del Kanchenzonga. In questi giorni stiamo lavorando per commemorare nel centenario della nascita Fosco Maraini attraverso la parola dei suoi compagni di spedizione. Stiamo tentando di organizzare un incontro LUMM con la figlia Dacia e Carlo Alberto Pinelli e – Kanchenzonga permettendo (o meglio, suggerendo) – Claudio Magris, il quale dedica un sincero ricordo a Maraini e a quella foto – il cui “geniale titolo è Liberazione” – nel libro appena uscito per i tipi della Corbaccio dal titolo  DRENG-GIONG. Il primo libro di Fosco Maraini e i ricordi dei suoi amici.

Abbiamo avuto l’onore di incrociare e conoscere Fosco Maraini – poco prima che morisse – a Torino nel 2001, in occasione del ricevemento del premio Paolo Consiglio per la nostra spedizione in Hindu Kush. Il grande studioso ed eploratore venne in quell’occasione nominato Socio Onorario del CAI.

Questi ultimi mesi del 2012 saranno determinanti per fare diventare quell’ipotesi una tesi.

Nel pieno rispetto dell’originario concept CCC. Consegnare bellezza e uscire di casa.
Da casa. Virtuale, letteraria, libresca o banchetto che sia.

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