DOCTOR SUBTILIS | Un’invenzione di sé o un work-of-art | UNA PERSONA SOLIDA DIETRO A UN PERSONAGGIO RAREFATTO? | il Libraio-Volante

NON HO MAI VOLUTO USARE LA PAROLA DOTTORE, ANCHE SE SPESSO E UN TEMPO MI FU DATA. ORA È IL MOMENTO.

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Dott. ALBERTO PERUFFO

libraio ed editore dal 1999
professionista in bibliofilia, biblioterapia
ricerca e regia culturale, riceve su appuntamento
albertoperuffo@pec.it
tel 338 4141 861

«Conosci il detto: "diventa quello che sei"?
Direi che va rovesciato: "sii il tuo divenire"».
Luisa Muraro, Non si può insegnare tutto
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Qui sono con Monika Bulaj ed Emanuele Giordana | Libreria LCDG 2012

I’m a Doctor? Subtilis! – infierivano i dotti. Il dottore dei libri sottili e arguti, affermano per amore di dramma gli amici lettori. Il SUV-terrore di imbonitori, politici e guaritori, bisbigliano rapidi i veteropadani. Mi presento in questa nuova situazione di dotto/condotto, in quanto libraio “ricercato”. Alla doppia potenza. USA e URSS mi piacerebbe scrivere, coerentemente con certe mie operazioni extracartacee. Tornando alla carta, sono nato a Vicenza-Montecchio nel 1967 e rappresento – dicono gli altri, nel bene e nel male – una delle figure poco-prendibili, per non dire rarefatte – ut illi dixerunt – del panorama culturale italiano. Ci credo, con la cultura che gira per l’Italia negli ultimi vent’anni non è lecito farsi prendere. Da varie e impronunciabili cose. O da preoccupazioni spettacolari.

Alberto Peruffo e Luigi Meneghello durante IL CREN DELLA LINGUA -  A un passo dal confine 2007

Poco-prendibile e rarefatto… :) con Luigi Meneghello nel 2007

Meno che meno da certe persone che di dotto-condotto non intuiscono niente. Specie nel mio paese-Paese. Per alcuni sono un alpinista post(ex-t)remo, per altri un artista armato, per i più saggi un religioso disarmato. Di fatto… in fatti – e sub specie aeternitatis – mi sono laureato all’Università di Padova (full marks) negli anni Novanta con un un percorso interdisciplinare. Mio Professore di tesi fu il grande biologo Martino Rizzotti (fondatore-pensatore dell’UAAR), che travalicò con me la soglia pontificia della Facoltà di Filosofia, dove, fin da principio, composi discipline e saperi in modo originale e imprevedibile. Anche per le mie stesse previsioni. Le mie operazioni e le mie collaborazioni sono documentate e spesso oggetto di grande interesse e discussione, a tutti i livelli. A volte sono state insospettabili ponti tra categorie, arti, persone. A volte terreno di generoso conflitto, sparigliando torme di attori finto-protagonisti. Concetti di base del mio lavoro culturale sono l’esplorazione geografica e artistica, spinte al massimo e mai scisse l’una dall’altra. La mia Libreria, La Casa del nonno Giovanni, è stata luogo di incontro e di elaborazione condivisa con personalità di spicco della cultura italiana e dell’impegno civile in campo artistico. Tutti ne sono usciti colpiti. O sicuramente “scottati”. Forse dalla collezione di libri, forse dagli oggetti delle mie azioni e dalle mie letture. Tutto piuttosto deflagrante, direi. E senza ombra di dubbio! Nel retrobottega ho un reparto museale con alloggiate decine e decine di boette fumogeniste toccate e deflagrate nelle mani degli amici attivisti. E nei pensieri dei molti curiosi.

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Con Luisa Muraro, grande filosofa e femminista | LCDG 2013

Fermiamoci qua e su ciò che si potrebbe raccontare verosimilmente su di me. Quel che conta in questo contesto è la mia ipotetica quanto verificabile qualità nel consigliare libri e letture agli amici e ai frequentatori della mia Libreria. Gente da ogni dove è venuta per visitarla e per chiedere consiglio. Sono loro i tutori e i garanti del mio lavoro in quanto libraio, a prescindere da cosa dicono amici e nemici. Potrei anzi definirmi – se potessi – ahimè – comprimermi – un “artista della lettura”.

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Con Elio Orlandi nella nuova libreria di Schio | ALPSTATION 13 dicembre 2013

Dall’8 dicembre 2013 – causa progetti culturali in territori “remoti” – ho deciso di diventare itinerante e di mettere a regime privato (su appuntamento) la mia “vecchia” libreria-studio, ovvero sia di prestare la mia arte libraria privatamente, sempre in modo legittimo (in quanto libraio ed editore) e professionale (in quanto sottoposto a regime fiscale doppio, per vendita e per consulenza). Pubblicamente – in itinere – mi faccio invece trovare nella nuova Libreria di Schio (vedi foto a lato). In futuro sono previsti altri punti vendita con lo stesso concetto della Casa di Giovanni applicato nella nuova libreria e spazio culturale – ora in fase sperimentale – Alpstation.

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Nel mentre sono intento a mostrare a Paolo Rumiz e a Roberto Giordani una gemma: la copia originale di The Outlaws (Piccoli maestri in inglese) autografata e donatami personalmente da Luigi Meneghello in una delle sue precedenti visite spontanee presso la libreria: era curioso di vedermi al lavoro e di capire come sbarcavo il lunario, con la cultura d’impegno… | LCDG 2010

Per restare sul mio lavoro di libraio-volante (definizione di Paolo Rumiz, per certe mie “rarefatte” attitudini), come bibliofilo e ricercatore celebri agli amici sono le mie performance verbali e i collegamenti tra libri che pochi altri potrebbero mettere assieme. Non per chissà quali mie irraggiungibili qualità – sempre da verificare face to face – ma semplicemente considerando il mio “dis-sennato” (che mi piacerebbe ampliare in “dis-parato di senno”)… dicevo, dunque, per il mio dissennato percorso e le straordinarie amicizie culturali coltivate negli anni. Dissenato? Potrei dire diversamente quando vedo i miei figli che osservano con occhi sbarrati le figure di un padre che passa indenne tra ciclopiche pile traballanti di libri, montagne fumanti, ciminiere vertiginose, 8000 metri di quota, cimiteri vaganti, musicisti siderali, intriganti università, strade inquinate, inutili sport, basi di morte?

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Sempre in libreria, anteprima di un’altra storica serata, con il compianto e grande amico Lorenzo Massarotto, il dolo-mitico, ovvero sia “il più grande dolomitista di tutti i tempi” | LCDG 2005

Sul fronte dei libri sottolineo il successo delle mie consulenze, i miei consigli per tutti coloro – amici e clienti – che si trovano in difficoltà con la lettura o che vogliono attivare percorsi di “ricerca libraria” (ciò in cui mi ritengo davvero portato e che io chiamo “labirinti culturali non-omologati”) e di biblioterapia. Nel primo caso, pensiamo ai complessi problemi di ricerca che si profilano per i libri necessari ai percorsi personali, come ad esempio tesi di laurea, progetti editoriali, di comunicazione o di regia culturale; nel secondo, pensiamo a quanto bene possa fare una buona lettura “somministrata” dopo un ascolto competente e sereno, non solo in fatto di cura, ma anche per quanto riguarda crescita culturale e personale.

Cosa posso leggere? Questa è la domanda tipica che si pone a se stesso il mio interlocutore in difficoltà e a cui io sempre so trovare la giusta risposta. O almeno ci provo. Mio obiettivo è fare scomparire quella domanda, eliminarla dall’orizzonte mentale e materiale del mio interlocutore.

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Foto alla fine di una straordinaria conferenza… sulla letteratura di montagna, con Mauro Corona e Mario Rigoni Stern | Belluno Oltre le vette 2003, poco prima di inaugurare la LCDG

E di far apparire – per metafora – un’altra domanda. Desideri volare, alzarti da terra e atterrare con cura? Per poi prendere da solo la tua strada. Attraverso quei labirinti culturali non-omologati citati prima, che solo la tua persona può generare. Conosco una tecnica e i suoi strumenti. La lettura e i libri. Ma non una lettura e libri qualsiasi. Una lettura particolare, selettiva, accompagnata da scoperte culturali inattese, mediante una tecnica raffinata per dieci anni nella mia vecchia libreria. Una tecnica che ho appositamente studiato per eliminare il disagio che si vive entrando in quasi tutte le librerie o nei luoghi zeppi di informazione e di spazzatura editoriale.

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Nel 2004 – a seguito del successo delle regie e del progetto culturale Intraisass – convinsi Messner a portare le serate-evento del Festival di Trento fuori… Giunto nella mia libreria disse: «non pensavo esistessero così tanti libri di montagna, alpinismo, esplorazione»… eravamo solo agli inizi…

Preciso. Classicamente, non insegno nulla. Nell’epoca in cui viviamo, il sapere esiste già. È alla portata di tutti. Difficile è raccoglierlo, muoversi tra esso. Così suggerisco, indirizzo, propongo nuovi percorsi culturali mediante la complessa arte della lettura selettiva e della scoperta inattesa (esiste un neologismo di origine mitologica – serendipità – affacciatosi ora in campo scientifico per spiegare questo concetto). In altre parole, accompagno gli amici nel labirinto della cultura (le mie librerie) in cerca di quanto cercano, facendo scoprire loro intuizioni e deviazioni inattese. Non so se si intuisce la potenza di tutto ciò. Specie nell’epoca dei nativi-digitali e delle pedagogie che si dovranno inventare per sostenere questa epocale rivoluzione del sapere di cui noi siamo il primo tassello.

Così, con il tempo, in Italia sono diventato uno dei primi in grado di proporre un percorso di cura attraverso la lettura. Un percorso di intelligenza e di esperienza depositato nei libri; un farmaco leggero, rarefatto, inconsistente, che entra in circolo attraverso l’esercizio pertinente – mirato – della mente. La biblioterapia è ancora agli esordi nel nostro Paese. Non guarisco nessuno, ma fornisco gli strumenti giusti (libri dotati di autorevolezza e credibilità) per leggere in modo corretto il problema dei miei interlocutori, i quali potranno iniziare da sé uno o più percorsi verso la soluzione. Sappiamo tutti quanto il mondo è pieno di informazioni, improvvisati scrittori-terapeuti e truffatori.

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A Franco Battiato, parlando di cinema, in libreria gli ho fatto trovare inaspettatamente volumi di cui fu editore e che non si trovano più, oltre a molti altri libri (alla fine gli regalai Gli Asiatici di Prokosch e La strada di McCarthy, uscito in quei giorni e che avevo letto d’un fiato): eravamo nel 2008

Cosa faccio nelle mie sedute di libraio su appuntamento? È indubbio che leggere fa bene. E spesso la “buona lettura” può essere determinante nel percorso di una persona. Di qualsiasi estrazione sociale o provenienza culturale essa sia. Ascolto perciò con grande attenzione e curiosità la persona che viene a trovarmi. Valuto il problema, la ricerca, il viaggio, lo stato emotivo, le circostanze, le vicissitudini; e poi consiglio. Infine procuro, essendo libraio di provata esperienza. Spesso, se ho i libri giusti, dono anche qualche volume. Sto attivando per questo ultimo “riguardo” una collezione di libri usati, di letture fondamentali da regalare agli amici senza che spendano un soldo. Un incipit alla lettura meditata che dona immediatamente il beneficio di portare con sé a casa un buon libro, di uscire dalla mia Libreria con un compagno simbolico di viaggio.

Per i più fortunati e predisposti alla sperimentazione, in modo intelligente e pro-vocatorio, faccio di questa professione un’arte compositiva, o meglio un’operazione d’arte di relazione. Dal titolo:

DOCTOR SUBTILIS IL LIBRAIO-VOLANTE
l’io – me medesimo – come oggetto d’arte relazionale
ovvero la cura di sé attraverso i libri
verbigerazioni, performance paraverbali e percorsi di rigenerazione culturale
pensate e dirette da Alberto Peruffo

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Sommersi e salvati, dai libri, nel mio angolo studio, con Enrico Brizzi nel 2007

Le sedute durano minimo 30 minuti. Sono prestate su appuntamento per singola persona, nel poco tempo che dedicherò a questa attività. Prenotare è perciò necessario. Ogni seduta è certificata e numerata. Quelle a scopo artistico saranno contrassegnate mediante una ricevuta speciale che attesta la partecipazione a un’operazione artistica che ha lo scopo di indagare la forza rigeneratrice della lettura, una particolare composizione di arte relazionale di cui sono un grande esperto (ricordo le mie sculture sociali, opere d’arte costruite attraverso relazioni di molte persone).

I costi sono personalizzati. Proporzionali alle possibilità e al reddito. E regolarmente fiscalizzati.

In sintesi, pratico una professione e un’operazione artistica che è allo stesso tempo un aiuto intelligente per la persona che partecipa e un contributo legittimo al lavoro di operatore culturale indipendente che continuo a fare, nonostante il vento contrario che sempre accompagna le persone che si spingono a costruire percorsi di cultura in modo serio e non-omologato.

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Misteri culturali per un’altra Italia? Ci ho provato e ci provo. Qui Lucarelli prima della grande serata (ancora una volta con il Teatro-Cinema San Pietro colmo di gente) che lo vide protagonista nel 2007

Venite, venite amici. Telefonate. Scrivete. Passerete alcuni dei momenti più “corroboranti” della vostra vita.

Leggere aiuta. E io sono il vostro Doctor Subtilis, il Libraio-Volante :-)
a_


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  1. Rosaria Boemi

    ciao alberto, grazie per l’aggiornamento sulle tue attività .  Rammenti la raccolta  che ti ho fatto vedere di disegni eseguiti dai bambini ebrei con il disco allegato? quando vuoi li riguardiamo insieme. cari saluti, Rò.  

    ________________________________

  2. max carbone

    caro Alberto, seguo con affetto la tua girovaganza piena di energie vitali. Ti auguro, dalla mia defilata postazione confinaria (Bastiani? Una ridotta avanzata?), ogni successo per K2014.

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