CINQUE AVVISI DI GARANZIA AGLI ATTIVISTI NO PFAS | la conferenza stampa davanti alla Procura di Vicenza

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Giovedì 27 settembre, davanti alla Procura di Vicenza.

Riportiamo tale e quale l’annuncio degli Avvisi a firma degli attivisti:

CINQUE AVVISI DI GARANZIA AGLI ATTIVISTI NO PFAS
Cinque attivisti del movimento NO PFAS sono stati colpiti da avviso di garanzia, dopo indagine preliminare [!] per la manifestazione del 31 ottobre 2017 di fronte alla MITENI. DOMANI MATTINA, giovedì 27 settembre, ore 12, davanti alla PROCURA DI VICENZA, i sottoscritti indagati terranno una Conferenza Stampa ufficiale per illustrare alla pubblica opinione il ridicolo capo d’imputazione, la perdita di tempo della Procura, l’inutile atto intimidatorio al movimento, la deviazione dai reali e urgenti obiettivi sulla questione PFAS. Tutto il movimento NO PFAS unito parteciperà. La stampa è invitata.

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Di seguito il CS ufficiale rilasciato durante la Conferenza Stampa:

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CINQUE AVVISI DI GARANZIA AGLI ATTIVISTI NO PFAS

Comunicato del 27 settembre 2018

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La Procura e/o i suoi interlocutori si coprono di ridicolo se pensano che notificando Cinque Avvisi di Garanzia «dopo conclusione delle indagini preliminari» [!], riescano ad intimidire le prime linee del movimento No Pfas.

Il ridicolo capo d’imputazione – noi pensiamo – è stato costruito su misura per indebolire le voci forti che si sono alzate contro il drammatico inquinamento da PFAS. Invece di essere giudicati noi, attivisti NO PFAS, chiediamo al Pubblico Ministero che ha firmato gli atti, cosa aspetta il Procuratore Capo della stessa PROCURA DI VICENZA a pronunciarsi contro la MITENI e i suoi affari che hanno avvelenato 500.000 persone in tutto il Veneto. Al posto di perdere tempo, denari pubblici, giudici per le indagini preliminari, inquirenti o altro per arrivare ad imputare di reato un simbolico blocco nella forma di SIT-IN, improvvisato, anche se meditato – come legittima azione di protesta, civile e pacifica – la Procura avrebbe dovuto pensare ad altro di ben più grave e urgente, come emettere un’ordinanza di BONIFICA e un SEQUESTRO preventivo/conservativo della stessa fabbrica colpevole del DISASTRO AMBIENTALE, ancora molti mesi fa. E se anche lo farà ora – se non lo farà entro il primo ottobre è gravissimo – non si copra di ridicolo e di – crediamo – irrispettosa ingerenza nella vita privata degli attivisti dovendo spiegare alla pubblica piazza affermazioni accusatorie del tipo «[gli imputati] dopo aver partecipato alla fase preparatoria della manifestazione poi tenutasi in luogo pubblico». Dopo aver partecipato a cosa? Alle assemblee partecipative che facciamo ogni sera? Alle legittime riunioni tra attivisti? Quel “dopo” per noi ha un valore dirimente.

Dopo essere stati accolti nelle sale consiliari dei Comuni, da Sindaci coraggiosi e sensibili, dopo aver dedicato centinaia di serate per portare coscienza, conoscenza e informazione obiettiva alla comunità contaminata, crediamo che questo inopportuno passo falso della Procura vedrà non 5 avvisi di garanzia, ma tutti gli attivisti del movimento NO PFAS, la popolazione chiamata in causa, pronta ad essere “avvisata”, non solo con una propria individuale garanzia di solidarietà, ma pure di quanto tempo è stato perso, deviato, su fatti che non hanno importanza, per essere presi in giro – la cittadinanza, tutta – e portati ora davanti a una sbarra, che non è uguale per tutti. In due parole: inizia il processo contro gli attivisti NO PFAS, mentre contro la MITENI, processo mai partito. O peggio ancora: bonifica light e concordato di continuità. A cinque anni dalla notifica di inquinamento.

Non pronunceremo una sola parola oltre il dovuto nell’aula dei tribunali, ma solo rammarico per vedere ancora una volta un tentativo di far trionfare l’interesse dei potenti, tacitando chi ha il coraggio di parlare con parole forti, rigorose, contrarie.

Anche senza parola. Non retrocederemo di un passo di fronte al crimine ambientale.

Firmato Alberto Peruffo, Francesco Pavin, Enrico Zulian, Marko Urukalo Franov, Danilo Del Bello // ATTIVISTI NO PFAS

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Infine alcuni brevi stralci presi dai siti dei compagni di battaglia presenti alla Conferenza:

Da CILLSA:

Eravamo tutti uniti a Vicenza stamattina, 27 settembre 2018, alle ore 12.00 precise, comitati, associazioni, gruppi, mamme, singole persone, in rappresentanza del movimento No PFAS, a protestare contro gli avvisi di garanzia a cinque attivisti, cittadini prima di tutto, come è stato sottolineato in due brevi dichiarazioni da Marzia (Rete Gas vicentina) e da Michela (mamme No Pfas): Alberto, Danilo, Enrico, Marko e Francesco.
Per quale gravissima imputazione? Mancata comunicazione alla questura di un sit-in pacifico davanti alla Miteni, la fabbrica che per anni ha scaricato rifiuti chimici nella falda acquifera utilizzata da centinaia di migliaia di persone.

I due cartelli che abbiamo esibito, Titta ed io, erano ESPLICATIVI del nostro comune SENTIRE.
Per noi dell’associazione CiLLSA (ma anche noi del Comitato Zero Pfas Agno Chiampo), gli AVVISI DI GARANZIA a cinque ecologisti NO PFAS che si battono pacificamente contro quello  che definiamo un crimine ambientale (aver avvelenato l’acqua che beviamo)  e per ottenere GIUSTIZIA AMBIENTALE, SUONANO come una INTIMIDAZIONE all’intero MOVIMENTO da parte di CHI TARDA a INCRIMINARE I RESPONSABILI del disastro Ambientale.
Si denunci chi inquina non chi è inquinato.

Totale solidarietà, dunque, agli attivisti ‘incriminati’, senza se e senza ma.
Tutto il movimento si è stretto attorno ad Alberto, Danilo, Francesco, Marko, Enrico.
Un torrente impetuoso, sostiene Marzia ricorrendo a tale immagine suggestiva, una moltitudine di cittadini contaminati… una miriade di persone attive che si INTERESSA, che ha a CUORE un bene comune.
I CARE è il motto di don Milani che ricorda Marzia e che facciamo nostro.
CI TENGO, al mio territorio, alla mia acqua, alla mia salute, ai miei vicini, alla mia famiglia, alla mia CASA. I CARE.
Non ci fermeranno avvisi di garanzia di sorta

Non indietreggeremo di un passo.

Continueremo il nostro percorso come un TORRENTE IN PIENA.
Non ci divideranno, se pensavano di raggiungere siffatto obiettivo
Lo ha ricordato Michela, mamma No PFAS, indignata nel constatare che la magistratura mette sotto la propria lente cittadini feriti, danneggiati e ammalati di PFAS, esibendo, provocatoriamente, il suo cartello di autodenuncia.
Uno per tutti, tutti per uno!
Certo se volevano spaventarci, hanno proprio SBAGLIATO.
Un contrattacco pubblico agli avvisi di garanzia contro i cinque attivisti, sferrato da Alberto di fronte alla stampa, stamattina , davanti al tribunale di VI, a nome dei suoi compagni era ed è il j’accuse di noi tutti.

Sì, perché NOI DEL MOVIMENTO NO PFAS siamo “LA PAROLA CIVILE E CONTRARIA”.

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Contrattacco FB, 27 settembre 2018

Alberto ha AVVERTITO su FB:

CONTRATTACCO.
LA PAROLA CIVILE E CONTRARIA.
Tribunale di Vicenza, ore 12,30 del 27 settembre 2018

Siamo qua che aspettiamo gli AVVISI di GARANZIA per i SINDACI, gli amministratori delle ULSS, della REGIONE, dello SPISAL o chi altro secondo la propria funzione di tutela: per tutti coloro che non ci hanno avvisato “tre giorni prima” dell’acqua contaminata che hanno fatto bere a noi e ai nostri figli “per una moltitudine di anni”.

Ricordo a tutta la cittadinanza – anche a quella passiva – che se non fossimo partiti noi, cittadini attivi, con le mobilitazioni davanti alla MITENI e in altri luoghi strategici, oggi non ci sarebbe neppure l’acqua filtrata che tutti bevono o mangiano indirettamente. Magistrati compresi.

Concordato concesso dal Tribunale all’azienda (?); inchiesta giudiziaria interminabile; mancata rogatoria internazionale; mancata ordinanza di fermo impianti e bonifica immediata; tutto ciò testimonia da che parte sta la giustizia in Italia.

Come movimento NO PFAS, aiutati dall’Ufficio di Greenpeace Italia di Roma, abbiamo scritto in questi giorni una lettera per incontrare il Ministro della Giustizia e sfiduciare la Procura di Vicenza se entro il PRIMO DI OTTOBRE non si pronuncia inequivocabilmente contro la MITENI, colta in flagranza di reato poche settimane fa e perfino nella notte tra venerdì e sabato! E con essa, la Regione Veneto e la Provincia di Vicenza che sapeva di sostanze già normate negli anni precedenti.

Questo dimostrano gli ultimi atti dei Carabinieri. Non noi.

Non contro di noi. Questo autentico “concorso” di negligenze o altro – non il nostro, per una manifestazione pacifica fatta da gente contaminata – ha fatto ingerire quelle sostanze tossiche in modo criminoso ai nostri figli, concedendo AIA, permessi vari senza controlli serrati a una fabbrica sotto Direttiva Seveso.

Se la Procura vuole procedere contro di noi, i nostri argomenti non sono ammennicoli cartacei, ma il cancro ai testicoli che sta perseguitando i nostri compaesani che ci fermano per strada.

Quelli metteremo sul banco della difesa.
[…]

+++

Galleria della Conferenza: foto di Donata Albiero e Giovanni Fazio (CiLLSA, Comitato Zero PFAS Agno Chiampo)

 

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