LA FORZA DEL DIRITTO. ROBERT BILOTT | Documenti, foto, video della serata PFAS di LONIGO e report REGIONE PROCURA

Cronaca e documenti dei tre giorni che hanno visto protagonista il grande avvocato Robert Bilott nelle nostre terre contaminate da PFAS.

LA FORZA DEL DIRITTO 
la testimonianza americana

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DOMENICA MATTINA 1° OTTOBRE
Visita presso la MITENI e il Collettore ARICA, accompagnato da Diego Meggiolaro e dagli attivisti del Gruppo di Montecchio STOP PFAS, l’Avv. Edoardo Bortolotto e Maria Chiara Rodeghiero di Medicina Democratica, Roberto Antoniazzi della Rete Gas Vicentina, con la stampa al seguito. Di seguito il video del Telegiornale RAI Nazionale e Regionale.

DOMENICA SERA 1° OTTOBRE
Teatro Comunale di Lonigo

Nell’incontro organizzato dal Gruppo Genitori e Cittadini Attivi STOP PFAS Montecchio Maggiore in collaborazione con Greenpeace, Medicina Democratica, Rete Gas Vicentina, Mamme No Pfas, sul palco l’Avv. Robert Bilott, l’Avv. Elisa Caretta (traduttrice), il Dott. Giuseppe Ungherese (Greenpeace), l’Avv. Edoardo Bortolotto (Medicina Democratica), l’Avv. Alessandro Gariglio (Greenpeace), il Dott. Vincenzo Cordiano (Medici per l’Ambiente, ISDE). Ha aperto e condotto il dibattito Alberto Peruffo.
Sono intervenuti il Direttore Campagne Greenpeace Alessandro Giannì, con repliche di chiusura del Sindaco di Lonigo Luca Restello e del Sindaco di Sarego Roberto Castiglion.

Seguono le foto della serata e l’introduzione LA FORZA DEL DIRITTO di Alberto Peruffo (il video sarà pubblicato prossimamente).

[foto di Alberto Massignan, Marco Milioni, Pietro Gervasio e pescate dalla rete]

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INTRODUZIONE. LA FORZA DEL DIRITTO
di Alberto Peruffo

Buonasera a tutti.
Vorrei la vostra attenzione, per pochi minuti, concentrata su due termini: DIRITTO e FORZA.

Siamo qui stasera per parlare di DIRITTO.
Una parola entrata nel linguaggio comune che come tante altre – spesso troppo usate e ripetute – ha perso la sua FORZA originaria.
Non è un caso che la serata sia intitolata LA FORZA DEL DIRITTO.

Perché il diritto in origine nasconde proprio nel suo concetto il significato di forza.
Cercherò in due semplicissimi passaggi di tirarlo, di tirarla fuori, questa FORZA, liberandola dal gesso, DALL’INGESSATURA che la parola DIRITTO porta con sé fin dai nostri primi passi dentro la scuola.

Primo. Il diritto – attenzione a come ve lo presento – è lo SPAZIO necessario ad ogni essere vivente, ad ogni persona umana, per vivere una vita dignitosa. Una vita che valga la pena di essere vissuta. Uno spazio RETTO, GIUSTO, come richiama la parola stessa, diritto. Questo spazio è fatto di luce, aria, terra, energia e soprattutto, nel nostro caso, di acqua. La DIGNITÀ è riconoscere questo spazio.

Secondo. Da dove nasce questo diritto? Non nasce dal cielo. Il diritto nasce dalla FORZA, da colui che è più forte, che porta con sé una forza maggiore e grazie a questa sua forza, civile, costruttiva, APRE uno spazio di possibilità per il più debole. Solo la persona forte può aiutare una persona in difficoltà. Solo la cura della madre può essere d’aiuto alla naturale debolezza dell’infante. Quando una persona forte apre questo spazio di possibilità, ancora più necessario al debole, lo difende, in mille modi: dalle elementari attenzioni, fino alle costruzioni più semplici, come possono essere le nostre case, i nostri ambienti di lavoro, le nostre tradizioni popolari, arrivando a costruzioni più complesse, come le leggi e le relative giurisprudenze.

Ma ribadisco questo: SOLO la persona forte può aiutare una persona in difficoltà, solo essa può elargire la sua forza e dare inizio al diritto. Questa forza nel corso dei secoli delle diverse civiltà ha dato impulso al diritto costituito, sedimentato, depositato nelle leggi, nelle regole che le comunità si danno per conservare questi spazi e mantenere intatta questa forza benefica necessaria al vivere COMUNE.

Il diritto è perciò una FORZA COMUNE di cui noi possiamo disporre ogni qualvolta vediamo che questa vita che stiamo vivendo ha perso la sua dignità, non è riconosciuta come tale, come vita, come vita che valga la pena di essere vissuta, perché le pene diventano molto più grandi di quanto possiamo sostenere, come nel caso in cui non possiamo fidarci ADDIRITTURA del fatto più elementare per un essere umano: quello di bere un sorso d’acqua. Di bere un sorso d’acqua. Il fatto più elementare per un essere umano.

Per questo noi questa sera siamo qua. Perché un gruppo di persone forti e indignate, oltraggiate della loro dignità – ossia che hanno preso coscienza che il loro spazio di vita non è stato riconosciuto perché violato mediante l’inquinamento del suo bene primario, l’acqua – siamo qui perché delle persone – voi stesse – si sono sollevate, sono uscite di casa e hanno denunciato il misconoscimento. E lo hanno fatto per altre che sono state zitte, in silenzio, vittime o complici di questa ingiustizia.

E lo stanno facendo in mille modi. Scendendo nelle piazze, incontrandosi in gruppi di azione e di discussione, organizzando eventi pubblici, conferenze, dibattiti, presidi, sit-in, anche laddove il diritto istituzionalizzato mostra le sue lentezze, i suoi dubbi, le sue lacune, le sue a volte collusioni con i POTERI FORTI, spesso occulti, quei poteri che opprimono e rubano la dignità che i cittadini PRETENDONO perché quel diritto rappresentato dalle istituzioni dovrebbe essere una difesa INCORRUTTIBILE. Ma purtroppo non è così. La corruzione corre dappertutto. Ma soprattutto è sbagliata quella PRETESA dei cittadini. Il diritto non è una forza inerte che sussiste da solo. Esso deve essere alimentato dalla forza della società civile che deve sempre essere presente, vigile, pronta a sottolineare e a fare emergere con coraggio quello che non va. Altrimenti sì che la corruttibilità delle cose, la corruzione scorre. Inevitabilmente.

Ci vuole perciò sempre coraggio! Il cuore in mano. E il cervello in azione. Senza aspettare nessuno perché lo spazio vitale che il diritto rappresenta lo si crea ogni giorno.

L’hanno fatto le mamme e i papà che con centinaia di biciclette hanno portato fiori e passione civile di fronte alla fabbrica responsabile del disastro, la MITENI.
L’hanno fatto i cittadini di Montecchio che pagando 200 euro a testa le analisi del sangue hanno aperto la strada contro l’omertà e la lentezza della Regione Veneto, gravemente responsabile per non avere applicato il Principio di Precauzione nel 2013.

L’hanno fatto coordinamenti come Acqua Libera dai PFAS e associazioni come Legambiente e Greenpeace che hanno studiato e istituito campagne, analisi, istanze, contro gli INQUINATORI, inquinatori molteplici che grazie alla copertura della MITENI hanno sparso il loro letame su tutto il Veneto, arrivando perfino a istituire la prova provata che l’inquinamento osceno esiste: il collettore Arica. L’oscenità fatta opera pubblica, evidenza a cielo aperto. Osceno perché fuori dalla scena del mondo civile. Neppure gli inquinatori delle periferie del terzo mondo sono arrivate a questo. Qua da noi, nel millantato Veneto autonomo, sì.

L’hanno fatto i medici coraggiosi come Vincenzo Cordiano che hanno denunciato il pericolo sanitario contro l’ostilità e la dabbenaggine dei medici che non l’hanno fatto.

Lo stanno facendo ora, giorno dopo giorno, le decine di comitati di genitori che nascono come funghi in tutti i paesi di questa vasta ed enorme area contaminata. Non so se mi sbaglio – Michela mi correggerà – ma le Mamme No PFAS, da 5 che erano alla nostra prima riunione di Montecchio, ora sono 1500. Un esercito che fa tremare le accozzaglie politiche che ci governano.

Lo abbiamo fatto oggi qui noi che autotassandoci di migliaia di euro abbiamo organizzato questo incontro per portare qui il grande avvocato americano Robert Bilott. Un lavoro di relazione enorme il cui più grande merito va a Diego Meggiolaro, che ha seguito il nostro avvocato ancora dalle nostre prime riunioni di un anno fa.

Ecco, tutta questa forza la creiamo noi e vi chiediamo di contribuire con le vostre energie, con le vostre offerte, con la vostra presenza alla marcia di domenica prossima. Non ci fermerà nessuno, o perlomeno non ci fermeranno le negligenze o le incompetenze della nostra classe politica, dei dirigenti delle varie classi e generi di professionisti del lavoro che hanno decretato il suicidio di questo territorio. Non ci fermerà l’eventuale impasse della magistratura italiana, della sua forse debole giurisprudenza. Non ci fermerà la timidezza della Procura di Vicenza.

Per questo abbiamo chiamato gli illustri ospiti di questa serata.
Per attingere alla loro forza.
Perché la loro testimonianza, la loro forza possa essere di aiuto e di ispirazione per le debolezze del nostro sistema, del nostro modello.
Agli stessi illustri magistrati che abbiamo ospiti in sala.

Chiudo con le parole di una grande donna, che sul tema delle madri e delle dignità che esse rappresentano sul fronte della giustizia sociale, ha speso grandi energie di pensiero alimentando l’immaginario femminile di generazioni di attiviste.

Luisa Muraro – illustre pensatrice vicentina – afferma e ci ricorda questa semplice frase, che dovete stampare sulle vostre fronti: NON RINUNCIAMO ALLA NOSTRA FORZA.

NON RINUNCIAMO ALLA NOSTRA FORZA.
Stampatevelo sulla fronte.
Non rinunciamo alla nostra forza.

Poiché essa, la forza civile, costruttrice, non quella violenta dei prepotenti, è il fondamento, l’alimento del DIRITTO.

FORZA con cui chiamiamo oggi il DIRITTO americano, stasera, qui a testimoniare.
Grazie.

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LUNEDÌ  2 OTTOBRE ORE 14,30
Incontro a Palazzo Ferro Fini sede del Consiglio Regionale della Regione Veneto.
Ricevuti in Commissione Speciale PFAS presieduta da Manuel Brusco, l’Avv. Robert Bilott, l’Avv. Elisa Caretta (traduttrice), il Dott. Giuseppe Ungherese (Greenpeace), l’Avv. Edoardo Bortolotto (Medicina Democratica), gli attivisti Alberto Peruffo e Diego Meggiolaro.

MARTEDÌ  3 OTTOBRE ORE 11,30
Incontro con la Procura di Vicenza presso il Tribunale Nuovo.
Ricevuti l’Avv. Robert Bilott, l’Avv. Elisa Caretta (traduttrice), l’Avv. Edoardo Bortolotto (Medicina Democratica), gli attivisti Alberto Peruffo e Diego Meggiolaro.

Segue il report dei 2 giorni apparso su FB firma di Alberto Peruffo e alcune foto.

BILOTT IN PROCURA E REGIONE. SUL CARRO DEL CONSENSO IN VISTA DI DOMENICA. LINEA DI DEMARCAZIONE.

Finiscono questa mattina, con Diego Meggiolaro che sta portando all’aeroporto l’avvocato americano, tre giorni intensissimi dove Bilott è stato protagonista assoluto su vari fronti. Brevissimi appunti, perché siamo tutti stanchi, ma è necessario riferire, soprattutto dopo l’incontro di ieri in Procura e le parole che stanno girando in rete per domenica. Presenti in questi giorni, oltre a sottoscritto e Diego, gli avvocati Edoardo Bortolotto, Elisa Caretta, Giuseppe Ungherese di Greenpeace Italia.

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Elena (attivista Greenpeace Venezia), Edoardo Bortolotto, Giuseppe Ungherese, Robert Bilott, Alberto Peruffo, Elisa Caretta e Diego Meggiolaro all’ingresso di Palazzo Ferro Fini. [clicca per ingrandire]

Inizio dall’incontro di Regione di lunedì. Non siamo stati soddisfatti. A parte i consiglieri che hanno voluto l’incontro, e qualche scatto di attenzione da parte di qualcun altro, la Commissione nel suo insieme (purtroppo nella conta delle risultanze si bruciano anche le buone intenzioni e le positività delle parti), di fronte alla serietà e alla compostezza del grande avvocato americano, è sembrata un’armata Brancaleone. Non entro nei dettagli, ma – fatto inqualificabile di fronte all’eccezionalità dell’incontro – qualcuno ha passato parte della testimonianza di Bilott con il telefonino in mano. Qualche altro addirittura combattendo con colpi di sonno postpranzo! Non possiamo permettere che di fronte al più grande esperto in materia ci siano comportamenti del genere. Lo stesso Bilott ci ha confidato il suo imbarazzo. Allibito. Noi, cittadini, ci siamo vergognati. Dalla Commissione è uscita una proposta di collaborazione con la Regione per il futuro. Bene. Vediamo se sarà messa in atto: ce ne proprio di bisogno, visto ciò che leggiamo oggi sui nuovi limiti fissati dalla Regione. Una presa in giro?
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Alberto Peruffo, Robert Bilott e Diego Meggiolaro davanti alla Procura di Vicenza, 3 ottobre 2017. [clicca per ingrandire]

Incontro in Procura. Siamo stati soddisfatti. Credo sia stato un incontro storico dal punto di vista della giurisprudenza internazionale. Soprattutto perché è accaduto un fatto eccezionale di cui noi tutti facciamo fatica a renderci conto. Per la serietà, la qualità, la procedura dell’incontro. Lo stesso Bilott è rimasto impressionato e credo sia per lui una delle vette del suo impegno civile dopo avere combattuto come avvocato dall’altra parte della sbarra, e del globo. E’ stato sentito come testimone dal procuratore Blattner. Come “testimone”. Tutto a verbale. Non so se riuscite a cogliere l’importanza del fatto. Provate a pensarci. E’ importantissimo. Dobbiamo ringraziare la tenacia e la competenza dell’avvocato Edoardo Bortolotto per averci aperto le porte della Procura, la quale ci ha assicurato il suo massimo impegno sulla questione PFAS/MITENI. La testimonianza di Bilott è un fatto incontrovertibile, tanto da far diventare oggi – oggi, ieri, forse grazie anche a qualche scrittura e pressione, come ciò che è stato detto di fronte alla cittadinanza brulicante del Teatro di Lonigo – tanto da far diventare questa questione la PRIORITÀ ASSOLUTA della Procura di Vicenza. Questo è un dato di fatto. Conferito a noi, faccia a faccia, dalla Procura.Domenica. Stiamo leggendo diverse prese di posizione sulla manifestazione di domenica, arrivata a un punto critico per la presenza di autorità indesiderate. Questa la mia personale opinione. La grande manifestazione è giusto che si faccia – uniti – e che sia la più partecipata possibile. Onore a chi sta lavorando tanto per sensibilizzare la pubblica opinione. Attenzione però. Ora il caso è sulle cronache nazionali. Tutti ne parlano e pure chi prima negava l’evidenza dei fatti o faceva pubblicità di acqua oligominerale o spacciava l’acqua delle casette del Sindaco come la più buona del mondo o criminalizzava o criminalizza il movimento dei cittadini (un precedente recentissimo esiste a Vicenza, da cui prendere lezione: ricordo Jacopo Bulgarini d’Elci che ha tacciato di criminali il movimento Unesco – un segno di civiltà – come sta facendo ora Gentilin) salta sul carro. Non del vincitore. Perché in questa storia – di un Veneto confuso e malsano – siamo tutti sconfitti. Perdenti. Si tratta del CARRO DEL CONSENSO. Lo stiamo vedendo anche per il referendum. Tutti dicono sì. La questione PFAS stessa diventa attrattiva di consenso in vista del referendum. Questo carro del consenso che ANNULLA LA CAPACITÀ DI PENSARE e di DISTINGUERE è un pericolo per una società civile. Un mio consiglio, da coordinatore delle altre marce. Dovete, dobbiamo, porre una linea di demarcazione. Che avrà tuttavia una doppia natura. Sia di confine, sia di limite.La differenza è sottile. Sul confine si transita. Sul limite no. Dietro a questa linea, sul fondo del corteo, dovranno essere messe tutte le autorità, i sindaci, o chi altro per essi, amministratori che hanno il compito di tutelare la salute dei cittadini. Tutti, senza distinzione. Se la vedranno tra loro. Si parleranno. Si diranno: tu, nel 2013, quando hai saputo dal Ministero e dalla Regione, che l’acqua era contaminata, hai avvertito, perlomeno avvertito, perché sappiamo quanto difficile era ed è trovare la soluzione, hai “perlomeno avvertito” i tuoi cittadini che bevevano acqua contaminata, i loro figli… perché, sai, esiste il principio di precauzione per le nuove sostanze dubbie derivate da altre di cui storicamente si conosce la pericolosità, specie se prodotte da una fabbrica già incriminata e sotto normativa SEVESO…

Ecco, lasciateli tutti tranquilli, tra di loro, gentilmente, GENTILIN-a-mente, ma inderogabilmente, dietro quella linea. Ognuno saprà cosa rispondere, o rispondersi. Poi, quando sarà il momento di varcare quella linea, il CONFINE per chi non ha responsabilità, che diventerà un LIMITE, invalicabile, per chi ha responsabilità, non saremo noi a giudicarlo. Neppure la loro coscienza o qualche semplice meditazione o preghiera di perdono o di salvezza o di pulizia celeste. Ma la polizia terrena. La magistratura. Questo ho colto in Procura. Se poi queste “autorità”, dal fondo del corteo, vorranno salire sul palco. Varcare l’invalicabile, a loro discrezione, lo facciano. Con il beneficio di inventario. E a futura memoria per coloro che sapranno affrontare, se così è, l’ipocrisia del momento. Magari per miseri scopi elettorali o referendari.

Perciò, buona Marcia! Civile, pacifica, creativa, inderogabile sulla linea citata. A queste condizioni: in testa la cittadinanza, in coda i rappresentanti del potere amministrativo, i quali dovranno dimostrare con i fatti la loro pretesa – ma mai scontata per noi cittadini – “autorità”. Parola insidiosa, ma preziosa. “Autori” di un percorso di coerenza e civiltà. Coerenza e civiltà che solo le cittadinanze attive possono legittimare, ultimi baluardi contro i liquami dei poteri forti.Io, come molti sanno, per motivi contingenti di lavoro e impegni presi mesi fa (devo lavorare, sono in cartellone) e ragioni strategiche di distacco (altrimenti psicologicamente soccombo e non valuto bene), sarò a Belluno. Non voglio e non posso forzare di più.
Sono, come Diego e pochi altri, sulla soglia del limite. Più di così, semplici cittadini, cosa potremmo fare?

Forse passerò a salutarvi la mattina alle 10, prima di partire.
Buon lavoro.
a_

 

DETTAGLI INCONTRO E CS DI LANCIO DELLA SERATA >> https://casacibernetica.wordpress.com/2017/09/04/pfas-robert-bilott-la-testimonianza-americana/

PREMIO NOBEL ALTERNATIVO PER L’IMPEGNO CIVILE A ROBERT BILOTT >> https://www.pressenza.com/it/2017/09/premio-right-livelihood-2017-celebra-gli-artefici-ispiratori-del-cambiamento-campioni-della-giustizia/

LA STORIA DI ROBERT BILOTT SUL NEW YORK TIMES >> https://www.nytimes.com/2016/01/10/magazine/the-lawyer-who-became-duponts-worst-nightmare.html

LA PAGINA FB DELLA MARCIA DEI PFIORI ACQUA BENI COMUNI CON TUTTA LA COMUNICAZIONE DELL’EVENTO >> https://www.facebook.com/pfiori2017/

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Sinceri ringraziamenti a Marzia Albiero e a tutto il gruppo di lavoro della Rete Gas Vicentina per il supporto, l’accoglienza, l’ospitalità, il lavoro dietro le quinte che ha permesso lo svolgersi di questo straordinario appuntamento. Una particolare nota di riconoscimento a Roberto Antoniazzi e all’Avv. Elisa Caretta per averci accompagnato passo passo durante le traduzioni.

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Seguono due preziose testimonianze raccolte dal PUNTO di Creazzo, scritte da attivisti del Gas di Creazzo che hanno ospitato Robert Bilott.

Teatro Comunale di Lonigo, 1 ottobre 2017

Nessuno spettacolo teatrale. Sul palco non ci sono attori e in platea non ci sono spettatori. Centinaia di persone sono accorse in questo splendido teatro ottocentesco, comuni cittadini, critici e responsabili, partecipi e attivi, anzi attivisti come si sono definite le “Mamme no Pfas” con addosso le magliette che esprimono l’indignazione per il danno causato ai loro figli:  “Mattia 230 ng/ml di Pfoa nel sangue”.

I cittadini presenti vogliono capire come sia potuto succedere che per anni ci sia stato silenzio di fronte a uno dei più grandi disastri ambientali: lo sversamento nei fiumi e nelle acque potabili di sostanze chimiche pericolose, i Pfas, da parte di una multinazionale inserita nel territorio locale, industria che tuttora opera quasi indisturbata: la Miteni di Trissino.

Il protagonista della serata è Mr Robert Bilott giunto dagli Stati Uniti d’America  per portare la sua testimonianza. E’ l’avvocato che ha difeso le società aziendali  per otto anni. Poi, per una serie di coincidenze, ma soprattutto par la sua innata coscienza ecologica,  ha deciso di abbracciare la causa ambientale che gli ha fatto capovolgere l’intera carriera per portare avanti, senza paura,  una lotta decennale contro l’ inquinamento chimico. Mr Bilott ha raccontato, in maniera chiara e puntuale la sua battaglia contro la DuPont , il colosso chimico che ha sversato, a partire dagli anni Cinquanta, nel fiume Ohio ingenti quantità di Pfoa. Ciò che colpisce dal suo racconto è che già dagli anni ’90 esistono degli studi che dimostrano che il Pfoa è causa di cancri ai testicoli, tumori al pancreas e al fegato; inoltre provoca possibili danni al DNA e il cancro alla prostata. In Veneto ancor oggi si minimizza sugli effetti nocivi per la salute di queste sostanze chimiche! Eppure la popolazione veneta risulta essere maggiormente contaminata rispetto a quella americana, come constatato dallo stesso Mr Bilott. L’avvocato ha colto una differenza sostanziale: la diversa portata dei corsi d’acqua contaminati. L’Ohio è un grande fiume che permette di diluire maggiormente le sostanze chimiche rispetto al torrente Poscola di Trissino! Ecco perché l’avvocato raccomanda di proseguire con le indagini sanitarie sull’uomo.

Mr Bilott è rimasto positivamente sorpreso dei cittadini presenti che hanno mostrato la loro rabbia, la loro indignazione, ma anche la loro determinazione nella lotta per reclamare il diritto alla salute, il diritto al rispetto dell’ambiente, il diritto all’acqua.

E’ stato commovente il lungo e sentito applauso rivolto al medico dott. Vincenzo Cordiano, che per primo ha segnalato i rischi dell’inquinamento chimico. Fondamentale la presenza di Greenpeace che, oltre a ripercorrere le tappe della triste vicenda, ha messo a fuoco le reali problematiche: di fronte a tale disastro ambientale non si può più parlare di abbassamento dei limiti, ma dello stop immediato degli scarichi di Pfas. Si ritiene fondamentale inoltre conoscere la contaminazione alimentare: ad oggi non si sono rese pubbliche delle indagini a riguardo. Infine, incisivo  e lungimirante  l’intervento di Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia: “ Non siamo qui oggi per dichiarare guerra ad ogni costo alle aziende. Questo no. Ma dobbiamo pensare, in futuro, ad un modo diverso di lavorare , ad una chimica che rispetti l’uomo e l’ambiente. In caso contrario, tra vent’anni staremo ancora lottando contro la produzione di chissà quale altra nuova molecola, sconosciuta e potenzialmente dannosa”.

Teatro Comunale di Lonigo, 1 ottobre 2017. Cittadini a teatro per ascoltare un’amara verità, per smascherare chi continua a mettere in scena elementi ingannevoli per simulare una realtà diversa e rendere credibile una finzione.

Cittadini a teatro per scoprire che l’affermazione “L’inquinamento è stato evitato” era tutta una messinscena.

Michela, Gas Creazzo

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INDOVINA CHI VIENE A COLAZIONE?

Suona la sveglia. Lui solleva una palpebra, poi l’altra.
Scende dal letto, si prepara per fare colazione e poi…
Non avrà di certo voglia di parlare di PFAS o Miteni o bla, bla, bla…’ mi dico.

“Good morning, did you sleep well?”
Accogliere una persona al risveglio è un compito delicato ma con Bilott è stato decisamente piacevole e dopo quattro giorni già ci eravamo affezionati alla sua vellutata presenza.

Un VIP a tutti gli effetti, il più VIP che abbia mai incontrato (mi permetto di dire VIP inside!), una persona però assolutamente semplice, gentile e soprattutto integra. Mi piace usare questo termine, che trovo sia il più calzante nel suo caso. Un uomo che ha scelto la strada più stretta.
Per onestà verso se stesso, per amore della verità, per amore verso gli altri.
Ed è proprio questo amore verso noi, verso la nostra ‘causa’, che ho percepito nettamente quando il secondo giorno a colazione ha voluto per primo intavolare il discorso sull’inquinamento da PFAS. Conoscere la nostra storia, quella dell’orto di mio padre che mi nutre da quando sono nata, quella di noi comuni cittadini, vittime ignare prima, combattenti pacifici ma determinati ora.

Lui ci vuole bene. L’ho sentito dal profondo del cuore.

Quanta gioia lo scoprire che le distanze, le differenze culturali e sociali, gli oceani, vengono scavalcati dalla nostra ‘natura umana’. Quando questa natura resta appunto integra. Come nel caso di Bilott.
E visto che la classe non è acqua (tanto per restare in tema) ecco una piacevole sorpresa alla sua partenza.

Sono salita a sistemare la camera dopo che se n’era andato e sul comodino c’era un foglio (di quelli del suo block notes giallo dove annotava i suoi pensieri in questi giorni) con poche, semplici, sincere parole di ringraziamento per l’ospitalità e la speranza forse, un giorno, di tornare con la sua famiglia per una vacanza nel bel paese.

Mi piacerebbe che quel giorno potessimo mostrargli una faccia diversa di questa Italia, magari una vittoria del buon senso…
Grazie per averci ascoltati come un padre amorevole.

Dear Mr. Bilott,
I have a dream…

Elisabetta, Gas Creazzo

***

Durante la sua permanenza in Italia, abbiamo avuto l’onore di ospitare Mr. Robert Bilott nel nostro Bed & Breakfast. L’avvocato statunitense è stato di recente insignito del Right Livelihood Award. Costituito nel 1980, il Premio Right Livelihood onora e sostiene persone e organizzazioni coraggiose che offrono soluzioni visionarie ed esemplari alle cause dei problemi globali. E’ comunemente conosciuto come ‘Premio Nobel  alternativo’.

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